- Albert Einstein
Serie: La Galassia tra 20.000 anni
Primo volume
Il sogno della Fondazione
Seconda parte: Gaia
Nell’anno precedente all’inizio del processo a Seldon, ossia nell’anno galattico 12066, Danil Olivaux intraprese un viaggio di esplorazione verso la più antica patria dell’umanità, la “Terra”, allo scopo di richiamare Gahl Dorrnick da Sinnax e, contemporaneamente, rafforzare la “psicostoria” di Hari Seldon e le due Fondazioni.
La mia fantascienza, Yi Yin, si basa in gran parte sulla serie Fondazione di Isaac Asimov, ed è permeata dalla filosofia di Alfred North Whitehead su “movimento e novità”.
Trama
Finalmente Danil individuò, oltre l’emisfero della Via Lattea, un pianeta oceanico che sembrava promettente.
Come aveva già fatto in passato, assunse il nome di Hyumin e si introdusse nell’Università di Sinnax senza destare sospetti, pronto ad attendere Gahl Dorrnick.
Per qualche ragione, Gahl iniziò a raccontare senza sosta a Hyumin ciò che aveva scoperto. Danil percepì con forza l’eccezionale intuizione di Gahl Dorrnick, rimanendo senza parole nonostante fosse un robot.
Da questa esplorazione di Danil stava per nascere una nuova epica della Fondazione. La sua meta verso la patria di Hari Seldon era motivata dal desiderio di mettere alla prova la Legge Zero sui potenziali umani, che ai robot mancano. E sentiva un presentimento che qualcosa sarebbe nato da questo!
La rinascita della galassia richiedeva il recupero dalla scomparsa della storia, e risvegliare la memoria sulla Terra era inevitabile. Al centro di tutto, la decontaminazione dalle radiazioni costituiva la chiave.
Sul cammino di Danil si stendevano grandi sfide inevitabili, avvolte da un velo oscuro.
Danil, come ricordando, pose una domanda su gli Heliconiani.
Sulle rovine della città di Cassi, la nave di Danil era ormai pronta a lasciare la Terra.
Leonardo, perfezionato a livelli straordinari, era già un interlocutore adeguato.
Albert Einstein
Le parole di John Nack risuonavano gravemente.
“L’evoluzione quasi sempre finisce in vicoli ciechi. Di solito ciò porta all’estinzione, ma solo alcuni riescono a risalire nel tempo e a trovare un filo per sopravvivere.”
Nel laboratorio della nave spaziale Sympathetic Harvey, Danil rifletteva su quelle parole, quando alzò lo sguardo.
“Leonardo, voglio che tu confermi la validità di quel mito.”
Leonardo aggrottò leggermente le sopracciglia, poi iniziò a spiegare la teoria di Nack.
“Nack ne indica le basi. La divergenza dell’aplotipo DE del genoma avvenne ottantamila anni fa ai piedi del monte Ararat. E introduce un altro antenato degli Heliconiani del XX secolo: Albert Einstein, colui che ha rivelato la teoria della relatività. Nack aggiunge che vi è un’interpretazione secondo cui la relatività non si applica solo alla correlazione tra spazio e tempo, ma anche alle relazioni tra tempi diversi.”
Danil annuì, profondamente emozionato.
“Grazie, Leonardo. Ora sento che un grande mistero è stato risolto. La libertà di scelta comprende anche il rifiuto. Non erano obbligati a dividersi in Oriente e Occidente! O forse non è troppo tardi neppure ora… potremmo tornare lungo le rive del fiume limpido…”
Leonardo accennò un lieve sorriso.
“Quello non è qualcosa che la teoria scientifica possa risolvere, Danil.”
“Davvero? Se fosse possibile tornare all’origine, allora sicuramente… Gaia!” Danil pronunciò le parole fissando l’orizzonte.
Poi riportò lo sguardo su Leonardo e chiese:
“A proposito, qual era il ‘mistero’ di cui parlavi?”
Leonardo guardò Danil, con un’espressione enigmatica.
“Danil, non l’hai già risolto tu? Colpa… della gente (?).”
Danil sorrise serenamente, accogliendo le parole di Leonardo.
“In realtà, resta un altro mistero da risolvere.”
Il contenuto di questo enigma sarebbe stato svelato solo nella prossima storia.


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