
9. Yamabuki
Il sogno della Fondazione
Parte seconda: Gaia
Capitolo 4: Yamabuki
Episodio 9: Yamabuki
Calendario Standard Galattico 12067, nella regione stellare di Sirio della Via Lattea, cosiddetta S-Cabile, in orbita attorno al pianeta Atacana, a bordo della nave Sympathetic Survey.
«Solo per il clan dell’Est si registra che “si trasferirono”.»
R. Daneel Olivaw indicò un passo nel database di ricerca. «Per l’Ovest non si usa la stessa espressione. Deve trattarsi di una differenza intenzionale.»
«Avete ragione, Daneel.»
R. Leonardo, il robot positronico appena creato tramite un emettitore subparticellare e la memoria della Sympathetic Survey, rispose: «Anche nei registri del dottor John Nack, dell’antichità, si menziona che, prima della rovina della Terra, il maggiore insediamento era una città chiamata Yamabuki. E quella era, al tempo stesso, la nostra terra d’origine.»
«Forse il primo e l’ultimo paradiso.»
Mormorò Daneel a bassa voce.
L’olografo del laboratorio proiettò un’antica poesia giapponese insieme all’immagine di un samurai e della fanciulla Benizara.
«Sette, otto volte i fiori sbocciano, ma il yamabuki
non ha neppure un solo frutto: è questo il dolore.»(Goshūi-shū, Principe Kaneaki no Nakatsukasa-no-Kimi)
Leonardo spiegò: «Secondo la tradizione, questa poesia simboleggia il fallimento di un generale. In una notte di pioggia egli bussò chiedendo un mantello di paglia (mino), ma la fanciulla gli porse soltanto un fiore di yamabuki. Quel silenzioso rifiuto gli fece provare vergogna per la propria ignoranza e, in seguito, lo spinse a impegnarsi nella costruzione della grande città di Edo.»
«In altre parole, un processo di auto-purificazione…»
Gli occhi di Daneel brillarono acuti. «Questa è l’essenza della civiltà. La forza che guida l’evoluzione umana: la facoltà empatica. Il silenzio della fanciulla ha spinto il samurai all’introspezione.»
Cadde il silenzio. Daneel evocò nella mente l’immagine della fanciulla chiamata Benizara: la forza dei puri, un appello che trascende le parole. La risonanza originaria della civiltà che echeggia oltre lo spazio e il tempo.
«L’ultimo enigma è stato risolto.»
Daneel si alzò in piedi e dichiarò con calma: «Leonardo, ti affido una nuova missione.»
«Eh?!»
«Dirigiti verso la regione stellare di Ennobiela. Ricostruisci attraverso lo spazio-tempo la stirpe degli Yamabuki. In altre parole, compi il planetforming di quel mondo dell’empatia. Qui abbiamo ritrovato ciò che chiamano l’estetica del wabi-sabi: essa dorme ancora nelle civiltà scomparse. Risvegliatela. Ricostruisci quello spirito in quella regione stellare.»
«Eh?!»


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