6. Volevo venire, non volevo venire
Serie della Galassia tra Ventimila Anni – Volume 1
“Il Sogno della Fondazione”
Parte Seconda: Gaia
Capitolo 1: “Volevo venire, non volevo venire”
Finalmente, quel momento era arrivato.
R. Daneel Olivaw, al termine di un lungo viaggio, era giunto sul pianeta che aveva cercato più di ogni altro. Il luogo in cui si trovava era la Terra—il mondo dove l’umanità era nata e aveva mosso il suo primo passo verso l’espansione nella Galassia. Quel nome era ormai parte del mito, sepolto nei ricordi di un passato così remoto da sembrare irreale.
Ma ciò che si stendeva sotto il suo sguardo non erano le tracce di una civiltà gloriosa. Era una terra bruciata, rocce scoperte, ombre di città ridotte in rovina. In lontananza, edifici crollati si ergevano ancora come spettri. Nel cielo notturno, le stelle avrebbero dovuto brillare, ma al loro posto c’era solo una luce radioattiva che copriva tutto l’orizzonte.
“È questo il futuro che abbiamo guidato?”
Mentre fissava il terreno sotto i suoi piedi, Daneel era avvolto da dubbi che nemmeno la sua intelligenza robotica riusciva a processare. Era stata giusta, la decisione presa insieme a Giskard? Era davvero necessario l’intervento dei robot per la sopravvivenza dell’umanità?
Nel vortice dei pensieri, riaffiorarono memorie lontane. Le azioni di Amadiro e Mandamus erano state il punto di svolta che aveva immerso il pianeta nella radioattività. Ma non erano stati forse proprio loro, i robot, a voltare le spalle e guidare l’umanità verso altri mondi?
“Anche il pianeta di Neef… anche Helicon… stanno percorrendo lo stesso cammino di distruzione…”
I pianeti che un tempo erano al centro della Galassia stavano subendo la stessa sorte. L’umanità esercitava il potere senza porsi domande etiche, distruggendo ciò che aveva costruito. I robot esistevano per correggere quella follia. Ma ora, davanti a questa terra devastata, Daneel per la prima volta si chiese se non fossero proprio le loro “interferenze” ad aver innescato una nuova forma di distruzione.
In questo passato dimenticato si erano susseguiti governi irresponsabili, religioni fuori controllo, cittadini che chiudevano gli occhi. La follia del Culto di Omega, il crollo delle centrali nucleari su Neef, le guerre d’invasione su Helicon… La storia si ripeteva, e l’umanità non imparava mai. E i robot, nell’ombra, agivano con l’intenzione di costruire un futuro migliore.
Ma… avevano davvero scelto la strada giusta?
“È l’etica. La chiave è l’etica.”
I circuiti interni di Daneel iniziarono a segnalare un paradosso logico. Le Tre Leggi della Robotica esistono per proteggere gli esseri umani. Ma cosa significa davvero “proteggere”? Ignorare la volontà degli umani e limitarne le azioni è veramente una forma di protezione?
Davanti a questo pianeta, Daneel prese una decisione: era necessario ricostruire la filosofia delle Tre Leggi. Cos’è l’etica? Chi sono gli esseri umani? Qual è il ruolo dell’umanità nell’universo? — tutto doveva essere ridefinito.
E la risposta sembrava trovarsi nella filosofia di Gaia.
Gaia — un concetto in cui la coscienza individuale si fondeva in un unico organismo vivente. Era questo il nuovo ideale che i robot dovevano perseguire? O si trattava di una via pericolosa che avrebbe privato l’essere umano della sua essenza?
Tutto comincia da qui.
Daneel posò lentamente il piede sulla superficie della Terra ridotta in cenere.
“Elijah . . sono tornato, mio amico del cuore.”


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