Episodio 3 – Un’altra missione
Il sogno della Fondazione
Parte terza – L’esplorazione della Terra da parte di Wonda e Gaal
Episodio 3 – Un’altra missione
Parole di invito
La mia fantascienza, io Yi Yin, si fonda quasi interamente sulla serie Fondazione di Isaac Asimov, ma è attraversata dal pensiero del filosofo Alfred North Whitehead, in particolare dall’idea di “movimento e novità”.
Trama
Anno galattico 12066 ─ l’anno precedente al processo di Seldon.
Il robot Daneel Olivaw convoca Gaal Dornick da Synnax e, allo stesso tempo, intraprende un viaggio alla ricerca della Terra, la più antica patria dell’umanità, con lo scopo di rafforzare la “Psicostoria” di Hari Seldon e le due Fondazioni.
Alla fine, Daneel scopre, oltre l’emisfero della Via Lattea, un pianeta oceanico che sembra corrispondere alla descrizione.
Assumendo il nome di “Hummin”, egli si infiltra di nuovo nell’Università di Synnax, come aveva fatto in passato, e attende l’arrivo di Gaal. Quando infine Gaal inizia a parlare, non riesce più a fermarsi: con passione ardente racconta a Hummin le sue scoperte e intuizioni. La ricchezza di quegli sprazzi di genio lascia senza parole persino Daneel, pur essendo un robot.
Così, l’esplorazione di Daneel diventa il prologo di una nuova epopea della Fondazione. Egli ha cercato la patria di Hari Seldon perché desiderava che le potenzialità latenti dell’essere umano si ergessero davanti alla Legge Zero. Credeva che da lì sarebbe nato inevitabilmente “qualcosa”.
Seguendo le istruzioni di Daneel, Gaal arriva a Trantor con una borsa colma di crediti. Ma subito dopo l’incontro con Seldon, entrambi vengono incarcerati in attesa del processo.
La previsione di Seldon era chiara:
“Entro cinquecento anni, con il 92,5

Di fronte a questa situazione, Seldon manda l’avvocato Lors Avakim da Gaal per raccontarle la vicenda.
Alla fine Gaal viene rilasciata e lo stesso Seldon le rivela la visione completa della Psicostoria e del Progetto Fondazione.
E poi ― Seldon inizia a parlare anche di un altro incarico, in silenzio e con calma.
Testo
Episodio 3 – Un altro incarico
Gaal Dornick sfogliava le pagine di un antico libro posato nello studio silenzioso, quando alzò lo sguardo.
Lì sedeva un uomo che conosceva gli abissi della storia galattica: Hari Seldon. L’ombra del suo corpo si allungava nella stanza poco illuminata.
“Non c’è dubbio che quanto affermo in questo libro sia vero. Tuttavia, per quanto riguarda Chetter Hummin e mia moglie, che tanto amavo, ci sono cose che ignoro e altre che non posso raccontare. È giusto che i lettori lo sappiano in anticipo.”
― Un passo del libro risuonò quietamente nella stanza.
Gaal annuì leggermente e fissò in silenzio il dottor Seldon.
“Come ti avevo detto, Dornick.”
La voce di Seldon era bassa ma ferma.
“Sì. Mi avete salvata. Ma perché avete dovuto provocare una situazione del genere?”
La voce di Gaal tradiva sorpresa e inquietudine.
Seldon sospirò profondamente, socchiudendo gli occhi come a guardare lontano.
“Ho perfezionato la Psicostoria prevedendo che l’Impero Galattico avrebbe imboccato il viale del declino, seguito da un’era oscura lunga trentamila anni. Il mio obiettivo è ridurre quel periodo a mille anni ― o, in certi casi, persino a cinquecento.”
La calma della sua voce non toglieva peso alle parole, che gravavano sul petto di Gaal.
“Per questo dovete lasciare l’Università di Streeling. Questo non è che un luogo di raccolta provvisorio. Serve una sede più ampia, più grande.”
Poi la voce di Seldon si fece più bassa, tanto che a Gaal non arrivò. Solo più tardi avrebbe compreso chiaramente il significato di quel mormorio.
“Linji Cheng ― Ling Chen, presto vi manderà alla destinazione. Abbiamo già scelto il posto. In realtà, è stato tutto predisposto da noi.”
Gaal trattenne il respiro.
“Dottore . . . quel posto è il pianeta dai ‘profumi di porpora’, Terminus, vero?”
Spalancò ancora di più gli occhi.
“E dottore, avete detto ‘voi’ e non ‘noi’… Significa che non verrete? Che resterete qui, su Trantor?”
Seldon sorrise appena.
“Hai intuito bene, Dornick. Proprio così. Io devo restare qui. Ma prima che tu arrivi su Terminus, c’è un altro compito che voglio affidarti. È anche un forte desiderio di Hummin.”
“Un altro incarico?”
“Esatto. C’è una missione che solo tu puoi compiere. Richiederà l’applicazione della tua Psicostoria personale e dell’Archeologia del Sapere. Non temere: avrai un’astronave adatta e un assistente di grande valore.”
Gaal tirò un respiro profondo.
“Accidenti… sono appena arrivata su Trantor, e di nuovo un viaggio attraverso la Galassia . . . ”
Seldon annuì silenzioso.
“Il tuo ruolo sarà quello di una cerniera, per così dire. Una missione di importanza suprema, per aprire le porte della storia galattica.”
“Suprema . . . ?”
Gaal lo fissò con uno sguardo misto di timore e speranza.
― Qui il racconto cala il sipario per un momento. Ma le rotte della Galassia avevano già predisposto per lei un nuovo incarico.
Continua nel prossimo episodio . . .


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