22. Biblioteca Imperiale di Compilazione dei Dizionari
Il Sogno della Fondazione
Parte Quarta – Presagio della Tempesta
Anno 50 della Fondazione. La mattina sul pianeta Terminus si apriva lentamente, con nubi grigie che si stendevano nel cielo. La piazza centrale della città di Mauve era animata dal brusio della folla, che saliva verso l’alto come calore palpabile.
Al centro della piazza accanto alla Biblioteca Imperiale di Compilazione dei Dizionari, simbolo stesso del pianeta Terminus, si ergeva una struttura a colonna che scintillava d’argento alla luce bianca. Quell’installazione segnava l’apertura del “Mausoleo Temporale”.
Era un edificio progettato per registrare, tramite ologramma, le profezie che Hari Seldon aveva lasciato per il futuro alla fine della sua vita, e per rivelarle a momenti prestabiliti. Oggi, ciò che sarebbe apparso era il primo ologramma di Seldon.
Dors Donick stava in fondo alla folla. Avvolta in un leggero mantello grigio-verde, teneva i capelli mossi dal vento mentre alzava lo sguardo verso la torre dell’ologramma.
Nella sua tasca erano custoditi due cilindri.
Uno brillava di viola: un dono della madre, Bellis Dornick, poco prima della sua morte. Fino alla fine, Bellis non aveva mai rivelato la sua forza interiore, limitandosi a dire con calma: «La gentilezza è tutto», prima di partire.
L’altro cilindro era trasparente, ereditato da Wanda, sensitiva e sorella spirituale della madre. Otto anni prima, il dottor Bor Alurin era venuto a casa sua per comunicarle che Wanda, prossima alla morte, l’aspettava sul pianeta Ios. Bor l’aveva condotta a Ios. Wanda non aveva figli;per questo scelse Dors come erede delle sue conoscenze e dei suoi sentimenti.
«Dentro di te vivono sia Wanda sia Bellis.»
Lo aveva detto Bor Alurin otto anni fa, durante la sua visita sul pianeta Terminus. Malgrado l’età avanzata, possedeva un’intuizione acuta e una voce pacata. Era vecchio amico di Wanda e di Gaal, e figura chiave nel collegare il gruppo delle sensitive a Terminus.
«Otto anni dopo, il Mausoleo Temporale si aprirà nella piazza Mauv di Terminus. Lì sarà presente anche l’ombra di tuo padre, Gaal Dornick. Forse non apparirà nell’ologramma, ma è stato lui a preparare tutto. Tu hai il diritto e il dovere di vederlo.»
Con quelle parole nel cuore, Dors attendeva quel giorno. E ora era lì, davanti al Mausoleo.
La piazza si fece silenziosa. L’interno della colonna luminosa emise un bagliore tenue, e il Mausoleo Temporale iniziò a funzionare. Una brezza olografica si diffuse e nello spazio apparvero pieghe come di una distorsione. Presto vi apparve un uomo che attraversava il tempo e lo spazio: Hari Seldon.
«Da questo momento, registrerò la prima profezia destinata alla Prima Fondazione . . . »
La voce di Seldon risuonò nella piazza, calma ma potente. Dietro di lui, si intravedeva
Continua nel prossimo episodo . . .


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