25. Presage di Tempesta

Presagio di tempesta
  1. Presagi di tempesta

Parte Quarta – Presagi di tempesta

Dal diario di Gledia Dornick

Perché Terminus fu collocata ai confini dell’Impero Galattico, oltre ancora il governatorato di Anacreon, con soltanto centomila coloni inviati?
Non fu un caso: anzi, doveva trattarsi dell’intenzione degli psicostorici, o piuttosto di Seldon stesso.

Un pianeta coperto di mari, formato da più di cento isole, con la capitale Mavor situata su quella appena più grande. Le risorse erano scarse, e la vita stessa ridotta al limite della sopravvivenza. L’agricoltura non produceva alcun valore commerciale, e non aveva alcun interesse per l’Impero.
Eppure, proprio per questo era perfetto. Il palcoscenico ideale per sfuggire allo sguardo dell’Impero e, nell’ombra, risalire pazientemente verso il proprio scopo. Hardin seppe sfruttare magistralmente questa condizione. Anche se non aveva mai incontrato Seldon di persona, si può dire che ne abbia raccolto l’eredità.

Il metodo che adottò ricalcava in ogni dettaglio quello di Synax, il pianeta natale di Gaal Dornick. Synax, a sua volta, aveva una storia fondata da immigrati provenienti da Nif, una piccola isola situata a oriente del pianeta che fu la culla dell’umanità.
Questa catena non può essere stata una semplice coincidenza.

Quando infine il dominio di Anacreon si rese indipendente dall’Impero, Terminus, senza esitazione, ne prese subito il controllo. La rapidità degli eventi lascia sbalorditi.

Eppure non ci si può permettere di abbassare la guardia. In questa Galassia segnata dal caos, dal disordine e dal declino della civiltà, chi sarà il prossimo nemico a comparire? Non vi è certezza che la Fondazione possa superarne la minaccia. Che le preoccupazioni di mia madre, Dors, si rivelino infondate, e che la Seconda Fondazione non sia costretta a emergere sulla scena.

Eppure, nel profondo del cuore, rimane un presentimento che non svanisce. Qualcosa sta per cominciare—.

A seguire nel prossimo capitolo . . .

コメント

タイトルとURLをコピーしました