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Episodio 1 Il sole nero delle lacrime
Il sogno della Fondazione — Quarta parte
Presagio di tempesta — Episodio 1
Episodio 21
Stava per arrivare il momento in cui l’ultimo capitolo del saggio sulla storia scritto da John Nack sarebbe tornato a essere narrato nella galassia. La sua conclusione avvertiva che, quando il progresso della scienza supera l’immaginazione dell’umanità, può portare alla rovina — come era accaduto con la tragedia causata dall’energia atomica. E i «Nifiani» che egli aveva descritto erano il popolo che aveva conosciuto le ferite della guerra nucleare e aveva cercato di risollevarsi da esse.
Quella notte, Belis vide in un sogno quieto la figura della nonna Dorse. Con un dolce sorriso la nonna le disse:
«Vai in biblioteca e leggi il libro di John Nack. E poi vai al solito parco. Metti tra i capelli il fiore di zenzero che cresce nel giardino.»
Al risveglio, Belis credette alle parole della nonna e decise di agire. La mattina seguente si diresse in biblioteca, trovò l’opera di John Nack e la lesse con attenzione, scrutinando ogni parola per non perderne il senso. Dopo aver terminato la lettura, seguì il consiglio della nonna: si mise il fiore di zenzero tra i capelli e si avviò verso il parco.
Nel parco c’era qualcosa che fino al giorno prima non c’era: una statua nera e rotonda, mezza sepolta nella terra.
Con un senso di meraviglia Belis si avvicinò alla statua e posò la mano sopra di essa. All’improvviso la superficie nera cominciò a brillare d’oro e sulla statua si formarono caratteri che lei non aveva mai visto. Per qualche motivo, ne intuì subito il significato.
«Noi siamo i Nifiani; siamo giunti fino ai confini di questa galassia passando per Synnax.
Qui seppelliamo la statua del “sole nero delle lacrime”.
Per non dimenticare l’orrore della radioattività.
Non c’è bisogno di dire che fummo spinti nello spazio dal nostro mondo Nif.
Il cielo si ricoprì di nero per la radioattività, bloccando la luce: per quaranta giorni non vedemmo il sole.
Per insegnamento, qui seppelliamo questa statua. Qui lasciamo come memoria semi di lavanda.
Verrà il tempo in cui l’universo rinascerà e si apriranno le fondamenta di quella rinascita.
E un giovane di Synnax comprenderà il suo significato.»
«Chi sarà quel giovane…?»
mormorò Belis, fissando la statua.
In quel momento dal cielo cominciò a cadere una pioggerellina di un verde tenue. L’intero parco si avvolse in una sottile foschia; lo scorrere della fontana e il cinguettio degli uccellini erano piacevoli all’orecchio. Un arcobaleno di sette colori si stagliava nel cielo, creando uno scenario onirico.
«Chissà come starà mia sorella Wanda…»
pensò improvvisamente Belis e lo sussurrò piano. Sentì allora una presenza alle sue spalle; si voltò, ma non c’era nessuno. Eppure le sembrò di aver avvertito uno sguardo.
Nel profondo del suo animo, Belis intuì che quell’accadimento non era un mero caso. Non poteva fare a meno di domandarsi in che modo avrebbe inciso sul suo futuro.
Quella statua e la storia dei Nifiani incisa su di essa — quale racconto avrebbero intessuto nella galassia a venire? La chiave di tutto ciò poteva trovarsi, forse, nelle mani di qualcuno ancora invisibile.
Continua…


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