Capitolo 30 – Lettera Galattica
Ad Arcadia.
Mamma, come stai a Terminus? Ti capita ancora di incontrare il signor Ponyets di tanto in tanto?
Qui a Smyrno, mio marito ― Byron Farrell ― è sempre pieno di energia. All’inizio era davvero arrogante, persino insopportabile, sai?Ma ormai non posso che definirlo con orgoglio mio marito. È tornato nella flotta come pilota delle Forze Spaziali della Fondazione, e nella riparazione delle navi vanta un’abilità senza pari in tutta la Galassia. È come se avesse inciso la sua anima nelle tre stelle e nell’emblema della nave spaziale.
Si dice che i suoi antenati fossero tra i nobili supremi del pianeta Nepheros, vicino alla nebulosa oscura dell’ammasso del Cavallo, ma lui non se ne vanta affatto. Anzi, oggi ha l’aspetto di un vero classicista: dopo aver partecipato alla distruzione dei residui del regime di Seth Sermak e dei pirati spaziali, si è lasciato conquistare da un antico manoscritto scoperto nei templi di Smyrno.
Ogni sera, dopo cena, recita a memoria le parole contenute in quei libri e le racconta a me. All’inizio era emozionante, mi batteva forte il cuore. Ma dopo un mese anch’io le ho imparate a memoria . . . e ormai i suoi recital mi sembrano incantesimi: basta che apra bocca e subito mi assale il sonno. Mamma, cosa dovrei fare? Eppure lo amo dal profondo del cuore, in modo quasi imbarazzante.
Byron dice:― «La Fondazione deve avanzare verso la prossima era.»
Finora è stata l’energia atomica a frenare il declino della Galassia, ma da sola non può condurre alla rinascita. Perché la vera causa della decadenza fu l’arroganza dell’umanità, che abusò della scienza e della tecnologia. Dal loro cattivo uso nacque il caos.
Ti invio una copia del manoscritto che lui ha trascritto. Ti prego, fallo leggere anche al signor Ponyets.
Documento allegato: da “Il pensiero storico di John Knack”
Il progresso dell’umanità non funziona senza un meccanismo intrinseco, inciso nei geni, che consiste in una «lotta verso l’autodistruzione». In ogni fenomeno esiste un punto limite ― così come l’acqua evapora a 100 °C, anche le culture hanno un punto di ebollizione.
I Nif lo hanno sperimentato più volte. Il caos del governo durante la “Grande Calamità del Corona” all’inizio del XXI secolo non fu solo sconvolgente, ma persino tragico. Tuttavia, l’errore più grande si manifestò chiaramente nell’“Incidente nucleare di Fukushima”.
La gestione delle barre di combustibile riutilizzato, lo scarico in mare dell’acqua contaminata da radioattività, le strategie di smantellamento dei reattori fusi ― tutte queste soluzioni furono considerate irrisolvibili e vennero occultate. Nessuno volle assumersi la responsabilità, anzi, ci si accusava a vicenda.
Anche dopo un secolo non fu mai fatta una sintesi definitiva: quella negligenza segnò l’inizio del “punto di ebollizione della cultura Nif”.
Se la civiltà Nif cadrà in rovina o invece si trasformerà, raggiungendo una nuova fase, dipende solo dalla nostra determinazione.
Arcadia, ecco dove ci troviamo oggi.
Il resto te lo scriverò in seguito.
(continua)


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