- Il Giuramento alla Cascata della Seconda Fondazione
Parte Quinta – Tea Tree
Il Sogno della Fondazione
Riassunto fino al Capitolo 32
L’esplorazione della Terra da parte del robot Daneel Olivaw era un tentativo di scoprire un’altra strategia segreta per la rinascita della galassia. Allo stesso tempo, rappresentava una preparazione per completare la psicostoria di Hari Seldon e introdurvi nuove innovazioni.
Daneel notò il giovane archeologo di Synax, Gaal Dornick, e pianificò di educarlo come successore di Seldon. Quando Gaal giunse su Trantor, fu coinvolto nel processo di Seldon e cadde in pericolo, ma comprese che quello faceva parte di un grande piano orchestrato da Seldon e Daneel.
Gaal divenne il “cinquantunesimo membro esecutivo” inviato a Terminus, ma la sua missione era ben più importante di quanto apparisse. Durante i preparativi per il viaggio, ricevette nuovamente ordini da Seldon e si ritrovò su un’astronave sconosciuta, dove incontrò la bellissima Wonda. Protetti da uno scudo anti-radiazioni, i due calcarono il suolo arido della Terra. L’acqua raccolta da Wonda fu conservata in tre cilindri-pendenti; uno di essi, il pendente viola, venne affidato a Gaal perché lo consegnasse alla sorella Belris rifugiata su Terminus.
Il tempo passò: cent’anni dopo, come previsto da Seldon, l’Impero Galattico cominciò a incrinarsi e a declinare. La Fondazione, inizialmente attiva in modo discreto come istituzione di lessicografia e biblioteca, emerse con forza a seguito del movimento d’indipendenza nel settore di Anacreon. Il protagonista di questa ascesa fu Salvor Hardin. Dopo le sue imprese, la Fondazione affrontò apertamente l’Impero e, vittoriosa, si avviò a diventare il nuovo centro della galassia.
In questo contesto, Gledia divenne figlia adottiva della famiglia Dornick e rivelò un talento straordinario. La sua coltivazione di alberi di tea tree nelle piantagioni di lavanda fu il seme di una nuova era per una galassia in decadenza. Sua figlia Arcadia (da non confondere con l’Arcadia futura padrona di Meter) entrò in contatto con il mercante Ponyets, legame che in seguito sarebbe confluito nel progetto di ricostruzione terrestre di Meeter.
Con il passare delle generazioni, Arcadia e sua figlia Althea lasciarono Terminus, afflitto dal problema della sovrappopolazione, e si trasferirono su Smyrno. Lì incontrarono Byron Farrell, discendente di una nobile casata di Nepheros. Attivo nel movimento anti-dittatoriale, egli sposò Althea, rovesciò il regime e integrò Smyrno nella Federazione della Fondazione. Divenuto poi storico, riscoprì l’opera ereditata dai suoi avi, Il trattato storico di John Knack, e ne studiò a fondo l’interpretazione.
Althea diede alla luce una figlia, cui trasmise il proprio nome. Madre e figlia trovarono un antico testo, Il libro della conoscenza per i bambini. In esso compariva il concetto di “Danshari”, che sarebbe stato più tardi chiarito da Arcadia e dal robot Meter: una filosofia di “novità e movimento”, ovvero la riduzione dei beni al minimo necessario per la sopravvivenza e il progresso verso una nuova fase dell’umanità.
Il tempo avanzò ancora: dopo le gesta eroiche di Hober Mallow, giunse l’epoca di sua figlia, Jieta Mallow. La figlia creduta morta di Onum Barr, Zita Manella Barr, era sopravvissuta. Ella invitò Zita Bellis Mallow a Siwenna e condusse con sé anche Jieta Wanda Palver, la prima femmina nata nella famiglia Palver di Trantor.
Fu in quel momento che Bellis consegnò uno dei due pendenti ereditati alla ragazza giunta da Trantor. Questo evento fu il segnale che la Seconda Fondazione stava per manifestarsi.
Capitolo 33 – Le Tre Zita: Il Giuramento alla Cascata
Nella foresta, presso una cascata illuminata dalla luce mattutina, tre ragazze si trovavano insieme. Gli spruzzi d’acqua scintillavano e i pendenti sul loro petto riflettevano una tenue luce.
Per prima parlò Zita Mallow. Con un dolce sorriso accarezzò il proprio pendente.
«Eh eh, da dove dovrei cominciare… Chiamatemi Bellis. Questo pendente fu indossato per la prima volta dai nostri antenati. Ma da ora in avanti sarà tuo.»
Accanto a lei, Zita Palver spalancò gli occhi e rispose con emozione:
«Come fai a saperlo? In realtà… in sogno mi è stato detto di ricevere a Siwenna un cilindro che brillasse di tre colori. Per questo sono venuta qui. Chiamatemi Wanda. Ma Bellis… non rischi di restare senza il tuo?»
Bellis scosse il capo con dolcezza.
«Non preoccuparti, Wanda. Quello di mia nonna resterà al sicuro.»
Allora la terza, Zita Barr, fece un passo avanti e confessò con voce tremante:
«La verità è che il mio vero nome è Manella. Quando la banda di Asper Argo stava per catturarmi sulla cima della montagna, non vidi altra scelta che gettarmi nella cascata. Ma quando aprii gli occhi, accanto a me c’era Doras, che mi disse: “Per un po’, lascia che tutti credano che tu sia morta, e nasconditi”. Così fui accolta dalla famiglia Palver su Trantor, nella casa di Zita Wanda. Ora mi è stato detto di tornare a Siwenna, e così eccomi qui.»
««Cosa ?!»» esclamarono insieme Bellis e Wanda.
Wanda serrò il pendente tra le mani.
«Sì… Zita di Smyrno mi aveva detto che qui, in questo luogo caro a Hari Seldon e Dors, avrei ricevuto il pendente da Jieta di Trantor. Mi disse anche questo: “È giunta l’ora della Seconda Fondazione”.»
Bellis annuì lentamente, con decisione.
«Allora è davvero così . . . Il momento è arrivato.»
Wanda alzò il viso con sguardo risoluto.
«Bellis, ti prego: portiamo quest’acqua nei cilindri fino alla cima della cascata e versiamola insieme. A metà ciascuna.»
Manella sorrise e annuì.
«Sì. Così questa foresta crescerà piena di frutti, e tutta la galassia sarà colma di dolci frutti.»
Alla luce del mattino, le tre Zita si guardarono negli occhi, immaginando lo stesso futuro.
— Continua.


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