- Rapporto sull’esplorazione del pianeta natale di Gaal Dornick
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Il Sogno della Fondazione
Parte VI
Bayta Darell
Capitolo 5
Rapporto sull’esplorazione del pianeta natale di Gaal Dornick
Data: Anno 299 dell’Era della Fondazione
Luogo: Pianeta Terminus, residenza di Ebling Mis
Bayta Mallow spinse la pesante porta ed entrò nella stanza buia e polverosa. Quella era la dimora di Ebling Mis, uno dei massimi psicostorici della Galassia. Le pareti erano interamente ricoperte da scaffali colmi di libri e rotoli antichi, mentre il pavimento era cosparso di documenti, probabilmente i resti di ricerche passate. Al centro di quel caos sedeva uno studioso emaciato.
«Sono Bayta Mallow.»
La giovane donna si presentò con voce sicura. «Mi scuso per questa visita improvvisa.»
Mis le rivolse un’occhiata e accennò un sottile sorriso. «Che sorpresa. In questo tugurio non mi aspettavo certo una visita simile. Non solo il suo discorso, ma anche la sua giovinezza e bellezza stonano in una casa come questa.»
Raccolse in fretta i documenti dal tavolo e indicò una sedia. «Spazzi via quelle carte e si accomodi, la prego. Avere qui la discendente di Seldon, Dornick, Hardin e Mallow . . . è per me un onore immenso.»
Bayta chinò il capo e si sedette con calma. «In realtà, sono venuta a riferirle una verità che non posso confidare a nessun altro.»
La sua voce tradiva una lieve tensione. «Sono giunta qui all’insaputa di mia madre. Forse lo sa già:la dimora dei Dornick appartiene alla mia famiglia. E in essa si conserva una lettera autografa di Dornick.»
Gli occhi di Mis si strinsero. «Oh?E cosa dice quella lettera?»
«È indirizzata a Hari Seldon. Non è l’originale, ma una copia. Contiene però osservazioni sorprendenti sulla psicostoria.»
Mis annuì con interesse, portando un dito al mento. Bayta fece una breve pausa e proseguì:
«La psicostoria, come sa, tratta il destino complessivo delle masse, ignorando i comportamenti dei singoli. Eppure, in quella lettera si legge che Seldon prendeva in considerazione anche le condotte individuali.»
«E a questo proposito, Dornick si recò in missione di esplorazione su due mondi degli Spaziali:Aurora e Solaria.»
Bayta aprì i documenti che teneva con sé. «Su Aurora trovò branchi di cani al posto di quelle entità chiamate “R”. Su Solaria, invece, scoprì esseri umani ermafroditi, risultato delle mutazioni dovute all’estensione della vita resa possibile dai progressi della medicina.»
Mis sollevò le sopracciglia e si sporse leggermente in avanti. «E questo, che relazione avrebbe con le mie ricerche ?»
Gli occhi di Bayta si fecero più taglienti. «Vuol dire che la psicostoria non tiene conto delle mutazioni e degli individui dotati di capacità particolari, né del loro impatto sull’insieme.»
Mis agitò la mano con un sorriso ironico. «Assurdo. In nessuna delle opere di Seldon, Dornick o Alurin vi è traccia di simili idee.»
Si abbandonò allo schienale, scuotendo la testa. «Il mio unico problema resta la questione della Seconda Fondazione. Non è affare di dilettanti intromettersi.»
A quelle parole, lo sguardo di Bayta si accese di una luce ardente. «Professore Mis, forse non lo ignora: su Terminus la gente ormai tende a dimenticare la Seconda Fondazione. Ma su altri mondi legati a Terminus, il compleanno di Seldon è celebrato e l’esistenza della Seconda Fondazione è narrata come una verità indiscutibile.»
Mis parve voler ribattere, ma le parole non gli uscirono di bocca. Nella stanza rimase soltanto la voce tagliente di Bayta.
Continua nel prossimo capitolo . . .


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