- Il Pianeta Bianco e Rosa
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Libro 1 Il sogno della Fondazione
Parte 6 Bayta Darell
Capitolo 39 : Il Pianeta Bianco e Rosa
Bayta Darell contemplava rapita l’inconsueta bellezza di Haven, il pianeta su cui era appena discesa. Il cielo si stendeva come una tela dipinta di bianco e di rosa, mentre davanti a lei un mare limpido e immobile scintillava come cristallo. Quello splendore onirico non somigliava a nulla che avesse mai incontrato in altre parti della galassia. Eppure, non era per il paesaggio che era giunta fin qui. Portava con sé il fardello dei segreti—segreti della Seconda Fondazione e forse di qualcosa d’ancora più grande.
«Bayta, benvenuta.» Randu Darell la accolse con un sorriso cordiale. «Ecco dunque il pianeta Bianco e Rosa, Haven. Che sorpresa! Non sapevo affatto che tu fossi figlia di Siewie. Un tempo ci incrociavamo spesso—era uno dei compagni di commercio di Devers, e non mancavano i nostri contrasti. Tran, di certo, ha trovato una moglie fuori dall’ordinario:brillante e bellissima. A dirla tutta, sei quasi troppo per lui.»
Bayta ricambiò il sorriso, ma nei suoi occhi ardeva una fermezza inflessibile. «Zio Randu, in realtà sto indagando sulla Seconda Fondazione. E . . . sospetto che possa esistere perfino una Terza Fondazione.»
Lo sguardo di Randu scivolò sul pendente che le pendeva al collo, e con un lieve cenno del mento lo indicò. «Quel ciondolo che porti . . . cela forse un significato?»
Bayta lo serrò nella mano e annuì appena. «Sì. Il liquido al suo interno—mia madre me lo donò come dono di nozze. Un piccolo cilindro colmo a metà di fluido violaceo. Non me ne rivelò mai il senso, ma ho sempre creduto fosse legato alle origini stesse della Fondazione.»
Tacque per un istante, poi proseguì a voce più grave: «Sebbene il mio antenato, Gaal Dornick, non ne abbia scritto chiaramente, i suoi registri lasciavano intravedere qualcosa . . . qualcosa di monumentale, destinato a svelarsi alla prossima apertura della Cripta del Tempo di Seldon. Credo che Seldon lo abbia previsto con intenzione. Se davvero esiste una Terza Fondazione, deve emergere alla luce. Questa galassia è un intreccio di enigmi, e il nostro compito è scioglierli.»
Randu annuì con lentezza. «Quando quel tempo giungerà, anch’io mi recherò a Terminus. La galassia è in decadenza, e persino la Fondazione vacilla. Il sindaco ereditario Indbur non è che una caricatura. Che Terminus possa sostituire l’Impero Galattico?È poco più di un sogno lontano.»
Si interruppe, e tornò a scrutare Bayta. «Ma, prima di allora, una volta che avrai trovato riposo qui su Haven, perché non pensare di condurre Tran in viaggio di nozze a Kalgan? È un paradiso tropicale, colmo di svaghi e meraviglie. E . . . »
Bayta sollevò un sopracciglio, incuriosita. «E?»
Un lieve sorriso enigmatico si dipinse sulle labbra di Randu, mentre nei suoi occhi brillava un lampo di mistero. «Là dimora il Mulo.»
«Il Mulo?» La voce di Bayta tremò di sorpresa. «In uno zoo?»
Randu scrollò le spalle, con un sorriso carico di enigmi. «Questo . . . resta da scoprire.»
Continua . . .


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