44. Il banchetto dei trecentesimo anni

Bayta Darell

44.  Il banchetto del trecentesimo anno

Fondazione dei Sogni

Parte Settima – Bayta Darell

Il tramonto su Trantor avvolgeva l’atmosfera in un alone dorato e quieto.

Non lontano dalle rovine della vecchia Università di Streeling, su una collina silenziosa, si estendeva una piccola comunità agricola.

I suoi abitanti, che si chiamavano “Comporelliani”, erano impegnati nei preparativi per la celebrazione del Trecentesimo Anniversario.

Davanti alla casa padronale, il capo del villaggio, Lee Senter, accoglieva con rispetto gli ospiti giunti da varie regioni della Galassia. Sul suo volto si leggeva l’emozione di chi stava per assistere a una notte storica.

Nella sala dei ricevimenti, profumata di fiori, Wanda Senter stringeva delicatamente il braccio del padre.

«Papà, coraggio. Ci sono io con te,» sussurrò dolcemente. «Se solo la mamma fosse ancora tra noi, sarebbe così felice.»

Lee annuì piano e, con voce tremante ma ferma, rispose:

«Hai ragione, Wanda. Tutto sembra perfetto — il tempo, gli attori . . .  come se l’universo stesso avesse preparato il palcoscenico sin dal principio dei tempi!»

Quella notte, secondo il vecchio calendario di Trantor, il festival del villaggio coincideva con il Trecentesimo Anniversario di Hari Seldon.

Quest’anno, tuttavia, la festa aveva un’aria ancora più solenne: erano giunti ospiti da Terminus, tra cui i discendenti del grande Seldon e degli psicostorici — e persino il nipote del leggendario mercante indipendente Lathan Devers Darell.

«Questa sera, tu sarai la primadonna,» disse Lee alla figlia.

«Ma invece della solita Ai Confini delle Stelle, reciterai Il Cancelliere Demerzel. Ci saranno nobildonne da Neo-Trantor, e — incredibile ma vero — la stessa Bayta Darell sarà qui, sotto il nostro tetto!»

Wanda sorrise con grazia.

«Papà, sei sempre così teatrale. Ma sì, hai ragione . . .  eccola finalmente.»

Quando ebbe inizio il banchetto, Lee Senter si alzò per le presentazioni ufficiali.

«Signori Darell, vi presento mia figlia Wanda e la signora Vena Bili di Neo-Trantor.»

Bayta Darell posò lo sguardo su Vena e sussultò sorpresa.

«Ma questa signora . . . è identica al ritratto della “mamma Dors”, la moglie di Seldon, che abbiamo a casa su Terminus! E quel vestito . . . è dello stesso disegno del mio pendente a tre colori!

»

«Signora Bayta,» intervenne Wanda incuriosita, «la sorpresa è reciproca! Perché il suo pendente è identico a quello di mia madre?»

Lee Senter posò la coppa e parlò con voce profonda.

«Nemmeno io so spiegarmelo. So solo che, tanto tempo fa, un giovane rimase affascinato dal pendente di mia moglie. Era un mercante indipendente, ferito in un atterraggio d’emergenza, che lei curò con dedizione… si chiamava Randall Darell. E quel giovane era lo zio di lei, signor Toran Darell, vero?»

Bayta spalancò gli occhi, poi sorrise come se avesse finalmente capito.

«Toran!Ora tutto è chiaro! Quando mio zio mi incontrò per la prima volta, fissava il mio pendente non per la mia bellezza, ma perché gli ricordava lei!»

Wanda si aggrappò al braccio del padre.

«Papà . . . credo che sto per impazzire!»

Il filo della storia e del destino si intrecciavano ancora una volta.

In quella notte del trecentesimo anno, amori mai compiuti e nuovi incontri si fusero in un’unica scena.

Il sogno di Seldon si preparava, silenziosamente, ad aprire un nuovo capitolo.

Continua . . . 

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