Il sussurro dei campi di lavanda
Parte Sesta – Bayta Darell
Il Sogno della Fondazione
Il sole del mattino illuminava dolcemente i campi di lavanda, mentre nell’aria si diffondeva un profumo soave. Roa lavorava tra i filari, quando all’improvviso notò la figura di un uomo strano. Con la schiena curva, si muoveva come se stesse frugando il terreno: appariva del tutto fuori posto in quel paesaggio rurale.
«Sta cercando qualcosa?»
chiese Roa avvicinandosi. L’uomo sollevò il volto con aria sorpresa, si strofinò la fronte solcata dalle rughe e mormorò:
«Quelli di Alurin e di Gaal . . . mi hanno raggirato…»
Subito dopo scosse il capo, come vergognandosi del proprio sfogo. «Scusi, scusi, non è affar suo.» E si allontanò senza aggiungere altro.
Roa lo seguì con lo sguardo, mentre un’inquietudine le cresceva nel petto. Quelle parole non le erano sembrate un semplice vaneggiamento. Fu così che decise di parlarne a sua figlia Bayta.
Rientrata a casa, chiamò la ragazza.
«Bayta, stamattina nei campi di lavanda c’era un uomo strano. Sembrava cercare qualcosa, e quando gli ho rivolto la parola ha detto che “Alurin e Gaal l’avevano raggirato”.»
Roa raccontò la scena mentre la ricordava. Bayta sgranò gli occhi, sorpresa, ma poco dopo lasciò affiorare un sorriso sulle labbra.
«Mamma, forse quell’uomo era il dottor Ebling Mis.»
«Il dottor Mis?» Roa inclinò la testa. «Non ho mai sentito questo nome. È una persona importante?»
Bayta annuì e iniziò a spiegare con voce pacata. «Il dottor Mis è alla ricerca di un segreto nascosto. Secoli fa, Hardin e Alurin avevano consolidato la psicostoria… ma il suo nucleo è improvvisamente scomparso. E poi, c’è anche la verità sulla Seconda Fondazione.»
«La Seconda Fondazione?Vuoi dire che esiste un’altra Fondazione?»
«Sì.» Gli occhi di Bayta brillarono. «Ma la sua esistenza è nota solo a pochi studiosi e a certe cerchie ristrette. Nessuno però conosce la sua vera identità.»
Le parole della figlia confondevano Roa, ma allo stesso tempo la incuriosivano. «E come ha fatto il dottor Mis ad accorgersene? Cosa significa che “è giunto il momento”?»
Bayta rispose scegliendo attentamente i termini. «Non devi preoccuparti, mamma. Da qui in avanti è un compito che spetta a me.»
Roa fissò negli occhi la figlia. In lei percepiva una grande missione, ancora nascosta. Ma non trovò il coraggio di chiederle di più.
Bayta distolse lo sguardo e mormorò piano: «È arrivato anche il mio turno.» Ma quella voce non raggiunse le orecchie della madre.
Nel cuore di Bayta si era già consolidata una nuova determinazione: intraprendere l’avventura che l’attendeva. L’apparizione del dottor Ebling Mis era il segno che gli ingranaggi del destino avevano ricominciato a muoversi. La psicostoria, e la Seconda Fondazione—il momento di svelarne i segreti si avvicinava, e Bayta ne era certa.
Continua nel prossimo capitolo . . .


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