- La detective della stanza del polpo e una macchina
Parte Settima – Arcadia Darell
“Il Sogno della Fondazione”
Episodio 55
Mentre la Galassia è avvolta dalla guerra, in un vagone merci diretto a Trantor — una cabina chiamata “la stanza del polpo” — una giovane ragazza riflette in silenzio.
Arcadia Darell — erede dei segreti della famiglia Darell e clandestina fuggita da Kalgan — siede su una sedia rozza, estraendo dalla sua borsa una piccola macchina.
Quell’IA, capace di imitare la voce umana e leggere le emozioni, è il suo fedele cronista, il suo amico.
«È da un po’ che non registriamo, vero, Meeter?»
Dalla borsa giunse un lieve ronzio:
«Finalmente libero da quel posto stretto . . . ma ora una stanza del polpo? Non avevamo un biglietto normale?»
Arcadia rise piano. «È guerra, Meeter. Dovremmo essere grate di aver trovato anche solo un posto su questo vagone.»
Poi, cambiando tono, annunciò:
«Il titolo di questo rapporto è:“Ripetuto ancora e ancora.” Se mettiamo in ordine i fatti, arriviamo a una deduzione precisa . . . »
Il suo tono divenne quello di una vera detective.
«La nonna Bayta e il dottor Mis avevano opinioni diverse. Mis vedeva la Seconda Fondazione come una minaccia. Bayta no. Lei capì che, anche dopo la sconfitta del Mulo, la Prima Fondazione sarebbe caduta nella presunzione e nella dipendenza dalla Seconda.»
Arcadia abbassò la voce:
«Ecco perché la nonna tenne il segreto. Rimase su Trantor, sapendo che sapere e parlare non sono la stessa cosa.»
«Ora la domanda è: perché Ansoor si presentò a mio padre come discepolo di Klause?»
[ . . . ]
«E infine: perché la nonna partorì su Trantor? E perché io stessa sono nata lì?»
Il silenzio riempì la cabina.
«Gli occhi di zia Callia brillarono due volte — prima di tristezza, poi di stupore. C’è qualcosa in quegli occhi, Meter, lo senti?»
«Sì, signorina, anche nascosto nella borsa lo percepivo.»
«Zio Homir ne fu colpito, ma non io. Né mio padre. Entrambi siamo nati su Trantor!»
Arcadia sorrise vittoriosa.
«La nonna lo sapeva. Ecco tutto.»
Guardando fuori dal piccolo oblò, aggiunse con speranza:
«Il prossimo capitolo è il futuro. Trantor è un mondo agricolo, vero?»
«Secondo i dati, cento volte più produttivo di Terminus. Complimenti, detective Conan Doyle.»
Arcadia rise: «No, Meter, io sono la detective Arcadia Darell!»
Continua . . .


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